Categoria: poetry?!

  • Terremoto nel cielo

    In un bel giorno sereno,
    con la carne nel frigo,
    siamo tutti riuniti,
    per festeggiare or o mai più,
    il ghigno d’uomo sincero,
    mai triste e mai serio,
    di un compagno, un amico,
    nel blu dipinto di blu.

    C’è stato un lampo nel cielo
    Una scossa lassù
    Un terremoto nel cielo
    Ed un altro qui giù

    E siamo scossi davvero
    Adesso è tutto più serio
    Con un diamante di meno
    A scintillare qui giù

    Oh,
    Oh
    Sai che ridere
    Oh,
    Che sarà

    Oh oh oh,
    Sai che favole
    Oh, da cuntà

    Oh oh oh
    Con un terremoto di là
    Oh oh oh
    Non sta quieto nessuno …
    su ogni nuvola!

    E pensi un po’
    Pensi “mah?”
    Se un criterio ci sta
    Nun u riesc a truà
    Ma mo nun c’aggia pensà

    Che un terremoto è nel cielo
    ed un altro nel cuore
    Un terremoto nel cielo
    Ed un altro qui giù

    E siamo scossi davvero
    Adesso è tutto più serio
    Con un diamante di meno
    A scintillare di là

  • Rock it’s my painkiller

    I found a cave in rock music
    made of blasting sounds
    and stretched vocal cords
    that’s my refuge

    I know as I knew
    how the dust tastes
    Conscious as I am
    of my strange thoughts
    I can’t evade ‘em
    and I can’t deal with them

    A bullet can low them volume down
    but fearful as I am
    I found a better way to shut ‘em up

    And the way is rock music
    rage and anger as sounds
    even love isn’t floppy in rock music
    what a magic tool to grow dim
    that stupid human tendency
    that makes you wondering
    reasons and whys.

    Then I adjust the dial of gain
    until my humanity it’s away again
    And I shut it up in a jail
    for a while along with pain.

  • Leonard Lawrence

    In questo grande mondo
    non c’è spazio per tutti.
    Pensieri chiusi in taniche
    di cui io surfo i flutti.

    La linea verticale balla,
    lo zenit è molto basso,
    devi comunque stare a galla,
    anche se sei un sasso.

    Cosa si è perso?
    E cosa è diventato?
    Uomini nuovi
    senza più passato.

    Da domanda a risposta,
    biblica purezza,
    uomini alla prova
    ed esseri in provetta.
    tutti a far rumore,
    tutti sulla piazza,
    affollan l’aria che respiro
    e tiran pugni in faccia.

    Passi tu? Passo io?
    Torna qui, “torna mio”.
    Amore dato via
    e odio verso Dio.

    Ma,
    io sono fuori dai giochi,
    mi alimento d’altro,
    anche se non so ancor di cosa
    o se cercherò una sposa.
    Ma,
    io sono diverso
    e uguale a tutti gli altri,
    un’anima di passaggio,
    vera come un miraggio.

    Eppure sono qui,
    e ne sento l’olezzo
    di questo posto putrido
    e pure di me stesso.

    Consumato dal tempo
    e dal suo vagare
    un marinaio senza porto,
    che non sa dove approdare.

    Sono fermo, così in un momento,
    in cerca di quell’attimo di cui sarei contento.
    Come un aquilone, io mi illudo di volare,
    ma son legato a terra con un filo che fa male.
    Sono superiore o son solo distante?
    Le cose sono ‘sì piccole,
    o da me lontane?

    Allora aberrami
    fraintendimi
    son qui, debellami!

    Sono un’interferenza,
    sovrastami,
    cancellami!

    Taglia via quel filo,
    fammi decollare,
    anche se mi perdo
    senza più tornare.

    Dicono sia nato sotto lo scorpione…
    io sono un’ariete,
    è solo un’impressione!
    E sfondo porte aperte,
    non invento nulla,
    attingo dal passato
    e dalla mia intuizione.

    “Mi ricordi uno,
    uno che conosco…
    un tipo un poco strano,
    ma un ragazzo apposto”
    che cosa divertente,
    nel pensare e ripensare,
    non avevo poi capito
    di non essere speciale.

    Ma se non rido e se non piango,
    non è perché son forte,
    mi ha istruito Hartman
    io sono Leonard Lawrence.

    Sono lo stridente orgoglio del falcone,
    bendato, soggiogato,
    non se ne fa ragione.
    Urlo a questo mondo
    contro la mia prigione.

    Più mi dimeno e più sprofondo.
    in questa merda senza fine
    dentro questo gorgo.

    Brucio ancora dentro,
    fino a sentir male,
    sempre a denti stretti,
    tanto da tremare.

    Non ti amerò mai
    come meriteresti
    mia anima in pena,
    occhi tristi.

    Non ti sarò mai grato,
    mascherato padrone,
    sono un fiero condannato
    alla tua prigione.

    Attendo solo un cenno,
    in questo limbo eterno,
    pronto a sconfinare,
    armato per l’inferno.